17 marzo 2009, Fondazione Benetton Studi Ricerche, Giornata di studio

pubblicato 9 dic 2011, 02:48 da bem ingegneria   [ aggiornato in data 11 ago 2014, 01:28 ]

Un rapporto costruito in millenni di civiltà dell’acqua che la modernità rischia di spezzare con conseguenze che, talora, appaiono irreversibili. Dai tempi delle civiltà mesopotamiche gli insediamenti umani hanno trovato nel fiume una fonte di vita.
La presenza del fiume si è fatta fondamento del paesaggio.
Insieme, il fiume e la sua città, hanno costituito elementi essenziali nel progredire delle civiltà. Col venir meno di alcune funzioni essenziali (energia, trasporto) del fiume nella vita delle comunità insediate, con la diffusione di reti idriche intubate che nascondono l’acqua, divenuta impresentabile, e con il declino progressivo della navigazione in acque interne, a favore dei nuovi sistemi stradali, il rapporto tra città e fiume è entrato in crisi.
Lo sviluppo tecnologico seguito alla fine del secondo conflitto mondiale ha portato con sé la perdita della memoria.
Di conseguenza si è affievolita la consapevolezza dell’esistenza di equilibri ambientali e antropologici che avevano caratterizzato la convivenza tra il fiume e la comunità.
Il Sile, e la rete dei corsi d’acqua che attraversano la città di Treviso, si sono almeno in parte sottratti a questo processo di perdita di valore, e mantengono tuttora un ruolo fondamentale nella forma e nella vita della città. Certo, non ci sono più le lavandaie sulla riviera; i carichi inquinanti sono al limite del sostenibile; le ultime ruote ad acqua girano a vuoto a beneficio dei turisti; la continuità del fiume è interrotta da tre piccoli impianti idroelettrici le cui ragioni sono storicamente datate. Nuove opzioni appaiono opportune e possibili.
Riconvocare oggi il tema del rapporto tra Sile e Treviso, aprendo un confronto pubblico, porta con sé la prospettiva di un progetto di civiltà dell’acqua commisurato alle sensibilità mature nella comunità scientifica ed emergenti nella società civile.
La giornata di studio offre ai cittadini e alle responsabilità gestionali l’occasione di aggiornare le conoscenze scientifiche e tecniche sulle condizioni generali del Sile nel suo tratto urbano, e dei suoi affluenti naturali e artificiali; e di delineare un’agenda di provvedimenti che contribuiscano alla riqualificazione del patrimonio idrico, a una nuova articolazione dei suoi usi, a una ritrovata vicinanza e a una futura intesa tra il fiume e la sua città.
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bem ingegneria,
9 dic 2011, 02:53